Art. 32 della Costituzione
Avvocato per responsabilità medica a Catania
Chi ha subito un danno da una cura sbagliata ha davanti una struttura sanitaria, un’assicurazione e una materia molto tecnica. Lo studio parte dalla cartella clinica e dal parere di un medico legale, e propone l’azione solo quando la valutazione tecnica la sostiene.
«La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.»
Costituzione della Repubblica, art. 32
Da sapere
Prima della causa la legge chiede un accertamento tecnico preventivo o una mediazione con la struttura sanitaria.
Legge 24/2017, art. 8
Di cosa si occupa lo studio
Errore di diagnosi
Una malattia non riconosciuta, riconosciuta tardi o scambiata per un’altra, con cure mancate o sbagliate.
Errori di cura e chirurgici
Terapie e farmaci sbagliati, interventi eseguiti male, complicanze non gestite dopo l’operazione.
Parto e nascita
Danni alla madre o al bambino durante la gravidanza, il travaglio e il parto.
Infezioni ospedaliere
Infezioni contratte durante il ricovero: spetta alla struttura dimostrare di aver adottato le misure di prevenzione previste.
Consenso informato
Un intervento eseguito senza aver spiegato rischi e alternative lede il diritto del paziente di scegliere come curarsi.
Danno ai familiari
Quando il paziente muore o resta gravemente leso, anche il coniuge, i figli e i genitori hanno diritto a un risarcimento proprio.
Come si procede
- 1
La cartella clinica
Si chiede copia di tutta la documentazione sanitaria: la struttura deve consegnarla entro sette giorni dalla richiesta.
- 2
Il parere medico-legale
Un medico legale e, se serve, uno specialista verificano se c’è stato un errore e se ha causato il danno. Senza questo passaggio non si va avanti.
- 3
Il tentativo obbligatorio
Prima della causa: consulenza tecnica preventiva davanti al giudice, oppure mediazione con la struttura e la sua assicurazione.
- 4
Accordo o giudizio
Se il tentativo non chiude la vicenda, entro novanta giorni si avvia il giudizio per il risarcimento.
Documenti utili al primo colloquio
- Cartella clinica completa, anche dei ricoveri successivi
- Referti, esami e lettere di dimissione
- Certificati del medico di famiglia e degli specialisti
- Spese mediche e di assistenza, con le ricevute
- Un breve diario dei fatti, con le date
Se le manca qualcosa venga comunque: lo vediamo insieme.
Domande frequenti
Entro quanto tempo si può chiedere il risarcimento?
Verso la struttura sanitaria di regola dieci anni, verso il medico che vi lavora come dipendente cinque. Per il danno proprio dei familiari di un paziente deceduto il termine è di regola di cinque anni. Si conta da quando il danno si è manifestato ed era riconoscibile come conseguenza della cura.
Chi risponde: il medico o l’ospedale?
La struttura, pubblica o privata, risponde dell’operato dei medici di cui si serve, come in un contratto. Il medico dipendente risponde in modo diverso, con un onere della prova più pesante per il paziente. Per questo di solito la domanda si rivolge alla struttura e alla sua assicurazione.
Come si ottiene la cartella clinica?
Con una richiesta scritta alla direzione sanitaria. La legge prevede che la documentazione sia consegnata entro sette giorni; le eventuali integrazioni entro trenta.
Quanto costa valutare un caso di errore medico?
Il primo passo è la lettura dei documenti con un parere medico-legale, il cui costo si conosce prima. Prima di qualsiasi incarico lo studio indica per iscritto il compenso prevedibile.
Che cos’è la consulenza tecnica preventiva?
È una perizia disposta dal giudice prima della causa: un consulente esamina il caso e tenta la conciliazione tra le parti. Con la mediazione, è una delle due strade obbligatorie prima del giudizio.
Le altre materie
Ne parli con l’avvocato
Un primo colloquio in studio, riservato. Porti i documenti che ha: l’Avv. Guido le dirà quali strade ci sono, in quanto tempo e a quale costo, prima di qualsiasi scelta.